Exhibition

Equilibrio

Move freely

Muovetevi all’interno del Virtual Tour attraverso le immagini a 360°

Move inside the Virtual Tour through the 360 ​​° images

The project was born from the idea of ​​wanting to represent, through minimalist photographic images, a moment of life in which our mood, our strength and our being are in a precarious phase of balance. By definition, equilibrium is the quiet state of a body. Each of us in our life has played with the concept of balance at least once. Let’s try to think of when we try to stand on one leg, to balance vertically or simply when we put an object on the edge of a table with a part beyond the edge of the top and a part inside. On these occasions, to find balance, we need to concentrate our forces on the base on which we rest and on the center of gravity of our body to find the perfect balance and stay in that position for as long as possible. Imagine how much time passes, especially the first few times, when we try to balance on one foot only to find the right balance and above all how easy it is due to a distraction, a small involuntary movement, a gust of wind or any internal phenomenon. that external to cause us to lose that stability.

In the same way this happens in our mind when we pass from one state of mind to another; from a comfortable situation to a stressful situation or simply when we move from one situation to another. We can therefore define the loss of equilibrium as a phase of passage from one state to another, and this is what the images proposed below represent.

The project presents works with contrasting colors and simple geometric shapes, square, circle and triangle, which give life to the images with a precariously balanced composition: circles resting on a surface whose center of gravity has now passed the threshold of the support surface and they are about to fall into the infinity of the underlying color or bump into the other shapes placed below it. Squares that are the basis for compositions of floors where the balance is jeopardized by the action of gravity or by the simple imagination of the beholder.
The shapes (square, circle and triangle), subjects of the photographs, represent human beings and were made with plasticine. They are imperfect and plasticky figures that contrast with the perfection of the flat colors of the background to indicate how imperfect we are in the face of the universe and how much it is sometimes on ourselves that our balance depends.

 

La mostra nasce dall’idea di voler rappresentare, attraverso delle immagini fotografiche, un momento della vita in cui il nostro stato d’animo, la nostra forza e tutto il nostro essere sono in una fase di equilibrio precario. Per definizione l’equilibrio é lo stato di quiete di un corpo.

Ognuno di noi nella propria vita almeno una volta ha giocato con il concetto di equilibrio. Proviamo a pensare a quando proviamo a stare su una gamba sola,  in equilibrio in verticale o semplicemente a quando mettiamo un oggetto a limite di un tavolo con una parte oltre il confine del piano e una parte dentro. In queste occasioni per trovare l’equilibrio bisogna concentrare le forze sulla base su cui poggiamo e sul baricentro del nostro corpo per trovare il bilanciamento perfetto e stare in quella posizione per più tempo possibile. Immaginate quanto tempo passa, soprattutto le prime volte, quando proviamo a stare in equilibrio su un piede solo a trovare il giusto bilanciamento e soprattutto quanto sia facile per via di una distrazione, un piccolo movimento involontario, un colpo di vento o un qualsiasi fenomeno sia interno che esterno a far si che noi perdiamo quella stabilità.

Allo stesso modo questo avviene nella nostra mente quando passiamo da uno stato d’animo all’altro; da una situazione di comfort ad una situazione di stress o semplicemente quando passiamo da una situazione ad un’altra. In questo particolare momento storico di pandemia globale il nostro equilibrio interiore é stato messo a dura prova dai continui cambiamenti e dalla privazione della nostra quotidianità.

Possiamo definire quindi la perdita dell’equilibrio come una fase di passaggio tra uno stato ad un altro, ed é questo che rappresentano le immagini proposte di seguito.
Il progetto presenta delle opere con colori contrastanti e delle forme geometriche semplici: quadrato cerchio e triangolo, che danno vita a delle immagini dalla composizione in equilibrio precario: dei cerchi poggiati su un piano il cui baricentro ha ormai superato la soglia del piano d’appoggio e sono in procinto di cadere nell’infinità del colore sottostante o andando a sbattere sulle altre forme poste al di sotto della stessa. Quadrati che sono le basi per composizioni di piani dove l’equilibrio é messo a rischio dall’ azione della forza di gravità o dalla semplice immaginazione di chi guarda.

Le forme (quadrato, cerchio e triangolo), soggetti delle fotografie, rappresentano gli esseri umani e sono state realizzate con plastilina. Sono figure imperfette e dal materiale plastico che contrastano con la perfezione delle tinte piatte dello sfondo per indicare quanto siamo imperfetti di fronte l’universo e quanto alle volte é da noi stessi che dipende il nostro equilibrio.